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Chirurgia del Ginocchio

GONARTROSI E CHIRURGIA PROTESICA DEL GINOCCHIO 

Ginocchio artrosico, divenuto varo e senza cartilagine tra femore e tibia all’interno

Protesi di ginocchio: riveste la superficie articolare del ginocchio sostituendo la cartilagine ormai assente e ristabilisce l’asse corretto del ginocchio (gamba dritta)

cause, elementi per la diagnosi, possibilità chirurgiche

Per "gonartrosi", ovvero artrosi del ginocchio, si intende una patologia degenerativa di questa articolazione.

Si tratta quindi di una affezione che insorge progressivamente nel tempo e colpisce nella stragrande maggioranza dei casi (80/90%) pazienti dai 60 anni in su, ma non è infrequente anche in pazienti più giovani o decisamente giovani.

Già l'età può, ovviamente, comportare un’usura delle superfici articolari e quindi della cartilagine e dell'osso sottostante.

Ma ci possono essere anche altre cause che possono determinare, indipendentemente dall'età, o contribuire a determinare la degenerazione.

Tra queste una storia di infortuni (lesioni legamentose e meniscali, trattate o non trattate), fratture che abbiano danneggiato le superfici dell'articolazione, l’obesità, un asse del ginocchio patologico (varismo o valgismo), attività traumatizzanti per l'articolazione (traumi ripetuti, attività pesanti per il ginocchio), forme reumatiche, alcune malattie metaboliche e sistemiche.

Si parla di forme di artrosi primitiva, ossia senza una causa determinante ben identificabile, oppure di forme di artrosi secondaria quando la degenerazione è attribuibile ad una causa ben determinata (vecchia frattura, pregressi traumi ed interventi, deformità dell’arto, etc.)

Per la diagnosi è sufficiente un buon esame radiografico, possibilmente sotto carico (in piedi).

Non necessarie, anzi, il più delle volte inutili, la risonanza magnetica e l'ecografia.

Ovviamente la diagnosi si basa anche sul quadro clinico: dolore, gonfiore, scrosci articolari nel flettere ed estendere il ginocchio, riduzione dell'articolarità, rigidità e deformità dell’arto.

 

L'artrosi, come già detto all'inizio, si instaura gradualmente nel tempo.

Nelle fasi iniziali c’è ancora la possibilità di trattarla e di ritardarne l'evoluzione con trattamenti farmacologici per via generale, con terapia infiltrativa (per lo più acido ialuronico). con trattamenti fisioterapici, dimagrimento, cellule mesenchimali, osteotomie (correzione dell'asse patologico) ed altro.

Nelle fasi conclamale, quando i sintomi non sono più controllabili e la qualità della vita è pregiudicata, si deve fare ricorso alla chirurgia protesica, utilizzando protesi totali nei casi di una artrosi che interessi tutto il ginocchio, di protesi uni o mono compartimentali nel caso di un ginocchio che presenti una degenerazione di soltanto una metà dell'articolazione.

Ginocchio con artrosi sostanzialmente nella parte interna; possibile impianto di protesi mono

protesi mono-compartimentale

Ovviamente la corretta indicazione sul tipo di protesi "giusta" per lo specifico caso in un determinato paziente andrà posta dal chirurgo esperto in questa delicatissima branca della chirurgia protesica; sarà lo specialista a dare tutte le spiegazioni al paziente illustrando i pro e i contro della scelta.

La scelta deve essere consapevole e condivisa.

La chirurgia protesica del ginocchio richiede una notevole esperienza del chirurgo.

L'impianto della protesi deve ben correggere i vizi di asse, restituire una articolarità ottimale, ben bilanciare i legamenti del paziente che devono essere conservati. 

Un impianto corretto è il presupposto indispensabile per una buona riabilitazione e, quindi, per il successo di questa chirurgia in grado di ridare al paziente la funzione e la qualità di vita che è la giusta aspettativa di chi si sottopone all'intervento.

È un intervento che va affrontato serenamente e vissuto non come un problema, ma come una soluzione di un problema.